Ugo Dighero

Ugo Dighero“Ditelo ai pompieri: su un cuore in fiamme ci si arrampica con le carezze” di Ugo Dighero, Marco Melloni, Gianni Micheloni, Oddo Oddi, Vladimir Majakoskij.
Chi è l’uomo in mutande, canottiera e calzini che entra in scena con sguardo smarrito? Cosa porta nella sua grande valigia? Egli stesso troverà la risposta aprendola davanti ai nostri occhi. Ecco apparire un elegante frac, un microfono ed altro: il kit completo da “fine dicitore”.


Il bruco diventa farfalla e assistiamo alla trasformazione del nostro eroe. La tensione sale, l’uomo schiude le labbra, si ode il primo suono, ma qualcosa non va. Il fine dicitore emette fonemi gutturali, non sa ancora controllare il suo strumento. Testardo e determinato prosegue nei suoi tentativi vocali.
In questo percorso passerà da un blues eseguito con i gargarismi, allo studio selettivo delle vocali con poesie dal titolo “Amar fa mal alla panza” o “Pornoshop”. Nemmeno intoppi compulsivi quali il pernacchio, il fischio e la raganella fermeranno il fine dicitore. La consapevolezza aumenta e finalmente il protagonista affronta i grandi temi: “donne e motori”. La maturità è raggiunta e si arriva a parlare della guerra. Resta il cimento più impegnativo dell’arte retorica: le arringhe forensi.

Il nostro non si tira indietro e fa vivere un intero processo interpretando contemporaneamente giudice, pubblico ministero, imputato, avvocato difensore e testimone. “Come è stata uccisa Lucy McGrave? Perché l’imputato è il cameriere del tribunale? Perché nel panino del giudice Edward Wallace non ci sono le melanzane?” Il ritmo si fa infernale, assistiamo al vortice di personaggi col cuore in gola! Ed ecco la sorpresa finale…  Buon divertimento!

 

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