Laura Magni

Laura Magni Mestiere donna: come attraversare il mondo che ti tiene gli occhi puntati addosso e uscirne indenni… o quasi. La spiegazione scientifica del perché facciamo sempre delle FDM (figure di m…) è data dall’affannosa ricerca di essere sempre all’altezza delle cose e delle aspettative. In realtà è fisicamente impossibile, e se capissimo questo piccolo concetto, smetteremmo di fare FDM… Ma tranquilli, non siamo principesse da consolare: un gruppo di amiche in un’enoteca, non son diverse da un gruppo di amici negli spogliatoi dopo il calcetto. E se una donna dice “questo qui me lo farei”… (non sta parlando di un dolce)… è facile che se lo faccia. Ci vuole molto senso dell’umorismo per essere una donna, perché così sembri troppo facile, se fai così sembri una figa di legno, perché se hai troppi fidanzati “non sarai un po’ zoccola”, se non ne hai “non sarai un po’ lesbica?”. Nei suoi monologhi, Laura riesce a parlare di donne alle donne di quel mondo in equilibrio tra sex and the city, e la profonda provincia italiana: come sopravvivere sognando un paio di Manolo Blanich vivendo nella provincia profonda. Riesce a far sentire un uomo un cretino, ma dandogli una pacca sulla spalla, come farebbe un amico e un bacio sulla guancia come farebbe… Parla di donne alle donne, e ha dei begli argomenti da proporre agli uomini…e non solo fisici! Sa che le donne non hanno sempre ragione, però è difficile che abbiano torto. Sa che con certi uomini proprio non ci puoi discutere, però poi si girano, c’hanno un bel culo, e pensa “beh mica dobbiamo per forza parlare”… Riesce a spiegare agli uomini che essere cerebrali non significa avere una brutta malattia, e alle donne che a volte, ci vuole un po’ meno cerebralità e un po’ più di wonderbra. Così l’umorismo diventa una forma di saggezza… Nello spettacolo si susseguono personaggi di donne del mondo di Laura, che lei interpreta con eclettismo e originalità, attraversando mondi e registri molto diversi tra loro: Allegra, clown timido e ingenuo, la parte spontanea che da piccoli ci faceva arrossire di vergogna e che, da grandi, abbiamo paura di confessare. La surreale Ganascia, cuoca giapponese, che si esprime con un linguaggio universale, fatto di sguardi stupiti, improvvisi spaventi, grandi entusiasmi, è il cartone animato che c’è in tutti noi. E’ il personaggio dello sguardo comune che ci fa vedere i diversi da noi un po’ come dei pupazzi buffi e incomprensibili. La Beba, tutti ne abbiamo una nella vita: signora bene, sempre di fretta presa da impegni che la fanno sentire molto importante, arricchita di tutto fuorché di intelligenza. Una a cui se le dici: “manchi un po’ di sensibilità” dice “vabbeh, presentamela che la invito alla prossimo festa”. Una che non vive senza la tata, una donna di servizio adorabile che si occupa dei figli, ma per lei, è quasi una persona/ le vuole bene quasi come al cane. Fanno ridere le donne? C’era un tempo in cui a questa domanda persino i colleghi comici rispondevano con scetticismo. Oggi, una generazione di comiche ha ribaltato la domanda: sono in grado gli uomini di capire l’umorismo femminile? Laura Magni fa ridere uomini e donne Concludendo, non vorremo dare l’idea che questa sia una scheda pubblicitaria, comunque la Magni, lava più bianco che più bianco non si può, dura 10.000 strappi più delle altre, fa 20 km con un litro, ti mette le ali, ha tutti i profumi del minestrone fatto in casa, se prendi lei parli con tutti a 1 centesimo al secondo, ed è la tua clinica della bellezza, se fosse una macchina avrebbe airbag e posteriore disegnato da Manara… provare per credere! Mi raccomando guardatela… negli occhi!

 

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